Salvare vite umane

La prima delibera in Italia che ha permesso di apporre la dicitura "Donatore di organi e di tessuti" sulla carta d'identità.
Una vera rivoluzione che superò l'imbarazzante, decennale impasse parlamentare.
Il nostro esempio è stato poi seguito da milano, napoli ed altre grandi città.
Ne fui ideatore e primo firmatario.
Sicuramente, tra le tante cose fatte, quella di cui vado più orgoglioso.

#salvareviteumane
#labellapolitica

Non smettono più

Non smettono più...
È dal momento dell'approvazione in consiglio comunale di oggi pomeriggio che non smettono più di arrivare messaggi e telefonate di ringraziamento da ragazze e ragazzi di seconda generazione.
Sono davvero commosso.
Un risultato storico. Una pietra miliare in questa città.
Dopo aver ridato dignità ad Andreas Aguilar e Leone Jacovacci oggi un altro pezzo del puzzle della sana e giusta toponomastica in città.
Una scelta che ha il sapore di futuro.
Il modo più sano per rispondere alle ondate di razzismo qui e nel resto del mondo.
Grazie a Massimiliano Coccia
per aver acceso questa splendida miccia, a Roberto Saviano
per averci creduto. Grazie ad Amin Nour
Paolo Barros
e Anter Marincola per aver fatto ognuno il proprio.
Grazie ai consiglieri che l'hanno presentata e quelli che l'hanno. approvata. A Giovanni Zannola
Giuliano Pacetti M5S Consigliere Roma Capitale
.Grazie a Luca Bergamo
per il sostegno leale.
Che questo percorso si allarghi al resto del paese attraverso i comuni, ed in parlamento con 'sta benedetta cittadinanza.
Altro che scelta "mortifera" qua si prova a costruire l' Italia che verrà.
Anzi che è già qua!!!
Ps ma il grazie più grande va a Mauro Valeri e alla sua vita spesa bene....

Progetti partecipati e fantasie autocentrate.

Più di una volta mi è capitato, da assessore e non solo, di prendere come esempio stra negativo di "architettura autocentrata" piazza Ettore Rolli.
Come spesso accade, anche in queste ore, si stanno spendendo soldi pubblici per pulire quelle "simpatiche" vasche aeree inserite all'epoca nel progetto cento piazze.
Come troppo spesso accade, architetti che pensano più a sé stessi e al proprio ego, che al territorio dove sono chiamati ad intervenire, si lasciano andare a fantasiosi progetti che poco si inseriscono nell'ambiente cittadino che le accoglie.
Una piazza senza un albero, senza un gioco per bambini (quelli che ci sono sono stati messi da poco), senza uno spazio di socialità, ma con quella fontana oltre che imbarazzante (almeno per me) costosa dal punto di vista della manutenzione.
L'architettura ha un senso se è participata e se è utile al territorio dove viene inserita.
Il resto sono esibizioni estemporanee di qualche architetto che fanno solo male alla città.
Come direbbe il mio amico
Massimo Vallatia proposito del serpentone, "dovrebbero mettere che per legge un architetto deve vivere per 10 anni nel posto che ha costruito..."

#unaltraideadicitta

 

pensieri

Più di una volta mi è capitato, da assessore e non solo, di prendere come
esempio stra negativo di "architettura autocentrata" piazza Ettore Rolli.
Come spesso accade, anche in queste ore, si stanno spendendo soldi
pubblici per pulire quelle "simpatiche" vasche aeree inserite all'epoca nel
progetto cento piazze.

Come troppo spesso accade, architetti che pensano più a sé stessi e al proprio ego, che al territorio dove sono chiamati ad intervenire, si lasciano andare a fantasiosi progetti che poco si inseriscono nell'ambiente cittadino che le accoglie.
Una piazza senza un albero, senza un gioco per bambini (quelli che ci sono sono stati messi da poco), senza uno spazio di socialità, ma con quella fontana oltre che imbarazzante (almeno per me) costosa dal punto di vista della manutenzione.
L'architettura ha un senso se è participata e se è utile al territorio dove viene inserita.
Il resto sono esibizioni estemporanee di qualche architetto che fanno solo male alla città.
Come direbbe il mio amico
Massimo Vallatia proposito del serpentone, "dovrebbero mettere che per legge un architetto deve vivere per 10 anni nel posto che ha costruito..."