La Luna di Collins, Le Lune di Roma

Il prossimo 20 luglio ricorre il 50° Anniversario dallo sbarco del primo uomo sulla Luna. Il 20 luglio 1969 infatti l’Apollo 11, atterrando nel Mare della Tranquillità, condusse gli astronauti su un nuovo mondo extraterrestre.

Tre gli eroi di quella leggendaria avventura, Neil Armstrong, Edwin Aldrin e Michael Collins che hanno rappresentato il genere umano in una delle imprese più grandi della storia.

Per Roma questo anniversario ha un sapore speciale. Michael Collins, pilota del modulo di comando dell’Apollo 11, oggi 89enne, è nato proprio nella Capitale il 31 ottobre 1930 in via Tevere 16 dove, tempo fa, è stata affissa una targa commemorativa. Un legame dunque, quello tra Roma e la Luna, incredibilmente forte, eppure quasi sconosciuto: davvero pochi romani sanno che uno dei più grandi protagonisti della sfida dell’uomo allo spazio è nato in questa Città.

A rendere la storica ricorrenza ancora più unica ci penserà proprio la Luna. La sera del 16 luglio, a cinquant’anni esatti del lancio dell’Apollo 11, il nostro satellite ci regalerà un’affascinante eclissi parziale, perfettamente visibile dall’Italia.

Cogliendo questa imperdibile occasione, nata da un’idea di Paolo Masini e Gianluca Masi, “Romabpa – Mamma Roma e i suoi figli migliori”, il “Virtual Telescope Project”, RomAstronomica nell’ambito del progetto “Sotto lo Stesso Cielo”, vogliono regalare ai romani un evento speciale dedicato alla Luna, alla storica missione dell’Apollo 11 e all’illustre romano Michael Collins.

Il 16 luglio, a partire dalle ore 21.30, sarà possibile osservare la Luna in eclissi al telescopio, grazie agli strumenti che verranno installati sul ponte Fabricio all’isola Tiberina, affaccio tra i più suggestivi del mondo, che si trasformerà così per una sera in un belvedere ideale puntato sul satellite terrestre. Esattamente 50 anni dopo il lancio dell’Apollo 11, la Luna offrirà questo spettacolo unico, quasi consapevole della storica ricorrenza.

Il 20 luglio, in concomitanza con il 50° Anniversario dell’Allunaggio, grazie alla collaborazione con l’Isola del Cinema, verrà proiettata una video installazione che ci accompagnerà dalle 23 fino alle luci dell’alba, in un percorso affascinante e coinvolgente. Dall’atterraggio sulla superficie lunare alla storica visita di Collins a Roma, grazie alle riprese messe a disposizione dall’Istituto Luce, fino alle preziose fotografie della Luna nel cielo della Capitale realizzate dall’astrofisico e fotografo Gianluca Masi. Immagini e filmati si alterneranno a frasi e citazioni emblematiche dei protagonisti, poesie e canzoni dedicate alla Luna.

“Vogliamo onorare insieme una missione epocale e uno dei figli migliori della Città. Lo vogliamo fare da un luogo simbolico nel cuore di Roma, accostando immagini, poesie e scorci che solo la Città Eterna riesce a regalare. L’obiettivo dell’iniziativa è che tutti possano godere di questo spettacolo, romani e turisti, in maniera libera e gratuita. Una vera festa alla Luna, ricordando una delle più grandi imprese dell’uomo, che ha portato sul nostro satellite anche il nome di Roma” spiegano Paolo Masini, Presidente di Roma Bpa Mamma Roma e i suoi figli migliori, e l’astrofisico Gianluca Masi, Responsabile scientifico del Virtual Telescope Project, ideatori del progetto.

L’evento è realizzato grazie alla collaborazione con Isola del Cinema, Istituto Luce, Archivio dei beni sonori ed audiovisivi del Mibac, Legamon Graphic Design e con il Patrocinio del Municipio Centro Storico e dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia.

Barbarossa al Roma Bpa

Luca Barbarossa sarà nella giuria di Romabpa Mamma Roma e i suoi figli migliori. Credo che il suo ultimo disco "Roma è de tutti" sia un vero e proprio atto d'amore per questa città. L'essenza della sana romanità nel suo profondo.

Benvenuto, quindi, tra noi ad uno dei Figli migliori di Mamma Roma.

Non si ferma il vento con le mani.

Con la consegna del Premio MigrArti spettacolo dal vivo, si è chiusa a Palermo un'altra parentesi della mia vita. Una chiusura “fisiologica” dopo il cambio di Governo che ho accettato di rimandare (con non poca fatica...) per portare a compimento alcuni progetti che credo possano aiutare questo Paese, soprattutto in questo momento.

Sono stati tre anni esaltanti che hanno assorbito molte energie ma che mi hanno restituito un enorme bagaglio di esperienze ed emozioni raccolte lungo tutto lo stivale. Un lavoro che mi ha portato a lavorare a fianco di Sindaci, Assessori, Presidenti di Regione, a tutti i livelli e di tutti gli orientamenti politici. Difficile scegliere quale, tra le tante iniziative portate a compimento, rappresenti il momento più importante per me. Quello che so è che ho sempre lavorato con passione e professionalità e sempre col sorriso sulle labbra.

Ho ideato e realizzato grandi progetti come MigrArti, divenuto punto di riferimento ed esempio di protagonismo dei “nuovi italiani”. I “semi MigrArti” sono ormai gettati e continuano a fiorire, non solo in Italia. Scuole, Associazioni, Ambasciate, luoghi di culto, Università, tanti e tanti festival e tanti riconoscimenti. Proprio per questo MigrArti continuerà a vivere e a “contaminare” luoghi e persone.

La Festa della Musica, che per la prima volta viene realizzata in Italia con presenze di grande prestigio e, soprattutto, con un sistema-Paese coinvolto nella sua interezza. Anche qui con un taglio sociale legato al disagio e alle zone in sofferenza.

E poi i tanti “pensieri lunghi” che hanno preso corpo. Concretamente. La Casa dei Cantautori e il Museo dell'Emigrazione a Genova, due pietre miliari che hanno avviato un percorso inedito in Italia. Canzoneitaliana.it con tutte le canzoni italiane dal 1890 al 2000, con schede in 8 lingue. Un’impresa titanica, anche dal punto di vista giuridico, tentata varie volte ma che noi abbiamo avuto la capacità realizzarlo. Tanti e tanti progetti nelle periferie, un rapporto nuovo con e fra i Ministeri. Il legame attivato, spero ormai indissolubilmente, tra sport e cultura e tra scuola e cultura.

Davvero difficile fare una classifica, ma di certo vado via con la convinzione di aver dato il meglio anche in questa tappa della mia vita. Voglio ringraziare Dario Franceschini per avermi dato l'opportunità di confrontarmi su progetti cosi ambiziosi a carattere nazionale. Grazie a tutti coloro che hanno creduto in me e sostenuto le mie intuizioni, anche quando troppo “masiniane”.

È ora di fare di nuovo gli scatoloni. Ripongo lì dentro manifesti e locandine, premi, libri e tante lettere di affetto e di sostegno.

Ricordo che la prima cosa che proposi e realizzai fu “Al posto giusto”, Campagna Nazionale a 60 anni del gran rifiuto di Rosa Parks a lasciare il suo posto a un bianco su quel bus in Alabama. L'ultima cosa che ho fatto è la consegna del Premio MigrArti, che purtroppo “non è una priorità per questo Governo”.

Per questa ragione richiudo dietro di me quella porta che si era aperta tre anni fa con Dario Franceschini. In questi sei mesi di Governo giallo-verde ho fatto quello che mi è stato chiesto di fare, fino all'ultimo secondo. Anzi: l’ho fatto, andando anche molto oltre quello che mi veniva richiesto. L’ho fatto per preservare e difendere un lavoro che credo rappresenti un passo importante per la costruzione di una cultura del rispetto. L’ho fatto contro il mio istinto e contro tanti sguardi di incomprensione e giudizio di tanti amici. Ma l’ho fatto con lo stesso spirito che è alla base della mia vita: passione, serietà e rispetto delle Istituzioni e della gestione della cosa pubblica, che per me viene prima di ogni altra cosa.

Ho chiuso quegli scatoloni con la stessa voglia di cambiare il mondo di quando entrai per la prima volta al Collegio Romano, dove ha sede il MIBAC. Ho staccato le mie foto e i miei ricordi da un muro, inusualmente festoso e colorato, per un gabinetto di un Ministro. Porterò la mia passione, la mia competenza e soprattutto il mio rigore ed i miei ideali laddove mi porterà la vita. Con la dignità di sempre. Ora posso andare via finalmente con un sospiro di sollievo e la preoccupazione unita a curiosità di dover incontrare e inventare nuove avventure professionali. Con la consueta positività ed ottimismo. Malgrado tutto. Malgrado loro.

Sempre grazie a chi mi ha seguito e sostenuto in ogni mia avventura e ancora grazie a chi vorrà farlo da oggi in poi.

Un abbraccio.

La Festa della Musica 2018

 

Il via una nuova edizione della Festa della Musica, piena di sorprese. Il titolo che abbiamo voluto dare quest’anno è “Un inno alla Gioia”, in linea con l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale.  Con un titolo così non potevamo che scegliere come testimonial un uomo ed un artista che sprigiona gioia: Ezio Bosso.

Ecco alcuni numeri: 7.878 artisti si esibiranno, sparsi in 554 città in tutta Italia per la bellezza di 1.947 iscrizioni

e le note particolari, quei concerti sui quali abbiamo posto l'accento conferenza stampa.

Se non  sei già protagonista come musicista puoi andare sul nostro sito www.festadellamusica.beniculturali.it e, ovunque tu sia, in  potrai scendere in strada e scegliere uno  dei nostri concerti.

E sabato 16 giugno la consueta anteprima con “Mille Giovani per la Festa della Musica”.

Tra  le note particolari ti segnalo la mia intervista ad EdicolAcustica, una intuizione che stiamo portando in giro per  l’Italia.

Questa è un’edicola davvero speciale: direi quasi una  "vetrina" per i giovani cantautori e ridare vita al centro storico di Grosseto: questo è l'intento del progetto ideato da Michele Scuffiotti

 

https://www.facebook.com/edicolacustica/videos/2079674262047152/UzpfSTEwMDAwNDEwMjM4MjE2MzozMDYwNjExMjk0OTk0MTQ6MTA6MDoxNTMwNDI4Mzk5Oi03NTQ1ODUyMTY5MTczMzQwMzYz

https://www.facebook.com/edicolacustica/videos/2079674262047152/UzpfSTE1MDgxMDgyMTc2MzQ4ODo5ODYyMTY2ODgyMjI4OTM/

Il successo del Roma Bpa 2018

incontri gay castellanza

Il grande numero di progetti e di offerte di collaborazione che sono arrivati anche quest’anno, in poco più di un mese, sono la conferma che questa società può essere migliorata se si prova a fare il meglio, ognuno dalla propria postazione. Il Roma Best Practice Award vuole fare proprio questo: riconoscere, supportare, sostenere, mettere in rete e premiare la parte migliore di Roma

Da Sud, Piccola Orchestra Tor Pignattara, Cdq Castelverde, Attivamente Cecchignola e Cooperativa sociale Barikamà. Ecco i vincitori della seconda edizione di “Roma Best Practices Award – Mamma Roma e i suoi figli migliori”,che si è svolta stamattina, sabato 21 aprile, nell’aula magna di Architettura dell’università Roma 3, a Testaccio.

44 tra associazioni, comitati e onlus risultate finaliste (tra le oltre 150 partecipanti) e che si sono alternate sul palco per raccontare la propria esperienza. “Il Premio nasce proprio dalla necessità di riconoscere chi non si ferma in finestra a guardare quello che succede,  ma scende  in strada e si rimbocca le maniche per migliorare questa meravigliosa città e la società che le ruota intorno - spiega Psaolo Masini, ideatore del Roma Best Practice ed ex assessore e consigliere capitolino - Una grande, umile, sana e spesso silenziosa comunità formata da associazioni, scuole, imprenditoria illuminata, fondazioni, singoli cittadini che, in forma del tutto gratuita e volontaria,  aiutano Roma ad essere migliore”.

Ecco i vincitori

Nella categoria Roma parla bene, le campagne di comunicazione che fanno bene alla città, vince l’Associazione Muri Sicuri, un gruppo di circa cento Guide di Roma che ha realizzato opere di street art, con la collaborazione di Carlos Atoche, Diavù e Solo, a Torpignattara raccogliendo donazioni per Matelica, città segnata dal terremoto del 2016.Ecomuseo Casilino si è aggiudicato il premio nella categoria Roma  si muove bene, le attività sportive e culturali che fanno integrazione, con il  progetto Co.Heritage finalizzato all’individuazione del patrimonio culturale condiviso dalle comunità italiane e migranti della periferia est di Roma. Nella categoria Roma cresce bene, le buone pratiche scuola-territorio il vincitore è DA SUD- AP Accademia popolare antimafia grazie al progetto ÀP, l’Accademia popolare dell’antimafia e dei diritti: una factory sociale e culturale che nasce – per la prima volta – dentro una scuola di periferia, l’Istituto Enzo Ferrari di Roma. ÀP ha attivato un cine-teatro aperto al territorio e sta riaprendo una biblioteca di circa 300 metri quadrati, con oltre 10.000 titoli, rimasta chiusa per inagibilità per più di 10 anni. Il Premio per Roma accoglie bene, le buone pratiche per l’integrazione e la solidarietà è vinto da La Piccola Orchestra di Tor Pignattara, un‘orchestra multietnica formata da ragazzi, “immigrati di seconda generazione” e “romani”, tra i 13 e i 18 anni che ha il suo cuore nel quartiere popolare di Tor Pignattara. La Cooperativa sociale Barikama' è la vincitrice della  categoria Roma coltiva bene, per i tanti progetti legati agli orti urbani ed alla condivisione ambientale. Barikamà è formata da sette giovani africani che a Rosarno erano sfruttati mentre oggi lavorano in cooperativa, producono yogurt e ortaggi bio per i Gas sul lago di Martignano, vicino Roma e danno lavoro a ragazzi italiani con la sindrome di Asperger. Nella categoria Roma innova bene, le soluzioni che migliorano la qualità della vita in città vince  il Comitato di Quartiere Castelverde, per il progetto“Castelverde in fiore” che coinvolge gli abitanti del quartiere in una festa espositiva dedicata a chi si prende cura del proprio balcone, giardino e orto. L’associazione Attivamente Cecchignola si aggiudica il Premio per Roma TVB le buone pratiche che migliorano i beni comuni della città, con il progetto di rigenerazione urbana degli spazi comuni del quartiere, come il parco giochi di Piazza Castello della Cecchignola e i campi da calcio di Via Vera Vassalle, e di tutela del Fosso della Cecchignola.

I premi sono stati asssegnati dai 28 giurati del Roma Bpa e consistono in beni o servizio messi a disposizione dalle oltre 30 aziende sponsor dell’evento: Acea, Sikkens. Fondazione Terzo PilastroIsola del Cinema, Gevesan, Dla Piper Italia, Tbm Tipografie, Coopfidi, A.I.C.S., Colasanti Catering, AlleniamoRoma, Via Pacis Half Marathon, Maratona di Roma - Cafim, Nomos - Le attualità nel diritto, Carrefour, Carrefour Express, Carrefour Market, Libreria Booklet Le Torri, MarteLive, Teatro Sala Umberto, Credito Sportivo Legamon Graphic Design, Artsmedia, eFM - Engaging Places, Migliora, La Pellicola d'oro.

 

 

Dopo il 4 marzo

Ho avuto la fortuna di organizzare il 25 ottobre al Circo Massimo insieme ad Achille Passoni. Ho ancora in mente quel fiume di gente, di varie estrazioni sociali, la più diversa ma che aveva in mente e negli occhi un sogno storico per il nostro Paese. Quello è il Pd che ho ancora in mente. Ed e' l'unico al quale personalmente posso permettere di togliere tempo alle mie, alle nostre cose e affetti piu' cari. Le scandalose liste per le politiche, I selfie imbarazzanti dagli scranni che furono di Moro e Berlinguer, i comunicati  stampa sulle prossime municipali e le  ulteriori spartizioni di quello che non c' è più fanno venire i brividi. Sono la cosa in assoluto più lontana dalla mia idea di Pd e, a quanto sembra, anche di gran parte di italiani.

Le sconfitte elettorali di solito hanno differenti caratteristiche, possono essere drammatiche, ultimative e talvolta, ma non sempre, salutari. Basta osservare l'aria che tira intorno e dentro al PD per capire che questa sconfitta elettorale è stata sicuramente drammatica e ci ha consegnato un ultimatum pesante. Se sarà salutare lo vedremo nei prossimi mesi e anni.

Nel frattempo si è aperto un frettoloso e sbrigativo dibattito dentro al PD. Dibattito che al contrario dovrebbe essere qualcosa di profondo, radicale, qualcosa di intimo se si può utilizzare questo aggettivo per un forza politica. Nel senso che è più che mai necessario guardare dentro noi stessi, nel cuore di ciò che è diventato il PD in questi anni, alla radice della sua organizzazione, delle persone e delle proposte. Uno sguardo e un'analisi che serva a capire come ci siamo trasformati, cosa siamo diventati e soprattutto cosa abbiamo raccontato al paese per non essere stati presi in considerazione come forza di governo e di cambiamento. Il risultato di questa analisi intima che ci racconterà perché il PD rischia l'irrilevanza nel panorama politico del paese.

Purtroppo nel frettoloso e sbrigativo dibattito la tentazione immediata è quella di cavarcela con un cambio di leadership, con un'abiura del recente passato e con un'altrettanto rapida faida interna che lascerà sul campo morti e feriti.

Non credo a un certo racconto che predica, adesso e solo adesso, il bagno di umiltà, il ritorno a immergersi tra le persone, a vivere nelle periferie. Non credo che il PD possa rinascere solo affermando che è doveroso stare all'opposizione. Non credo infine che predicare l'unità interna sia una bussola politica, l'unità è il risultato di scelte politiche, è il risultato di una conta che si fa dopo essersi confrontati sulle cose da fare. Non ci si dice "restiamo uniti" e poi decidiamo cosa fare. Prima decidiamo cosa fare e poi vediamo chi ci sta.

Esistono grandi partiti che tengono dentro anche posizione piuttosto distanti, senza esagerare e senza imbarcare trasformisti, ma con la convinzione che non ci può dividere un anno sì e uno no. Ci si conta e poi avremo una maggioranza e una opposizione.

Ancora.

Non basta dire torniamo nelle periferie. Non è mica uno sport al quale ci si allena per 3 mesi e poi magicamente, con i muscoli gonfi, torneremo a essere un partito che parla a tutti. Non è così. Questo è un processo che durerà - se lo faremo sul serio - anni. E non è detto che vi riusciremo. Tuttavia è l'unica speranza per continuare a esistere. Per continuare a far sì che la sinistra esista in Italia. Altrimenti ci trasformeremo in un'espressione geografica nelle mappe della politica del passato.

Qui dobbiamo capire e ricominciare a capire cosa sia diventato il Paese dopo la grande crisi, quali effetti drammatici e profondi ha prodotto sulle persone, sulle famiglie e sul tessuto produttivo.

Non basta dire noi abbiamo governato meglio, abbiamo governato bene come non basterà dire noi stiamo all'opposizione. O il paese tornerà a inquadrarci come forza di cambiamento oppure svaniremo.

Per essere forza di cambiamento occorre studiare, ripeto studiare, capire, parlare con le persone e stare in mezzo alle persone. Per essere forza di cambiamento è necessario realizzare fino in fondo che selezionare il personale politico non è fare un casting, non è raccogliere un'accolita di fedeli, non è scovare bravi amministratori di condominio e non è infine assumere candidati che sanno solo racimolare voti e tessere con meccanismi opachi. Per essere forza di cambiamento va capito che il cambiamento è una necessità del Paese, delle persone, delle donne e degli uomini che hanno votato altri partiti.

Non esserci posti questo problema e non averlo capito, non aver capito che le persone vogliono vivere bene o almeno meglio, che le persone vogliono trovare un lavoro che li gratifichi economicamente, che vogliono aver più tempo per sé e per la propria famiglia e infine che le persone pretendono dai partiti che essi ascoltino le persone, bene, non aver capito tutto questo è stata la nostra più grande presunzione. Una infinita presunzione.

Anche perché non è un ragionamento lunare: stiamo parlando delle basi della politica. Delle fondamenta di qualunque scelta che preveda un impegno tra le persone.

La differenza tra noi e chi ha vinto oggi sta in questo. C'è poco da scherzare.

Per fortuna, e lo dico senza troppa ironia, qualcuno di quelli che hanno vinto - Davide Casaleggio per essere espliciti - pensa che la vittoria sia frutto della democrazia del web e delle piattaforme. Mentre costoro si cullano in queste analisi noi mettiamoci a studiare e ad ascoltare. Cominciamolo a farlo dalle città. A farlo subito. Anche perché, e questo è un segnale importante, a Roma 1/3 degli elettori continua a dare fiducia a chi Roma la sta governando in questa oscena e indecorosa maniera. Questo è un problema e spetta a noi prima capirlo e poi risolverlo. È la prima prova per capire se abbiamo ancora qualche chance di essere forza di cambiamento e dunque qualche ragione per esistere.

Racconto e Realtà

I seggi, le assegnazioni e le percentuali confermeranno il senso di una sconfitta profonda che ha abbracciato fin da ieri sera ciascuno di noi.
Abbiamo perso e abbiamo perso male.
Il PD esprime consensi di poco superiori alla destra.
Penso che Renzi debba dimettersi subito, non aspettare il congresso. Non c'è più spazio né per la tattica, né per i ragionamenti. Adesso serve un gesto chiaro: una assunzione di responsabilità che non lasci spazio a equivoci .

Ricordiamoci che il blocco populista arriva al 50% dei consensi nel paese.
Provo a buttare giù alcune impressione a caldo.

1. Adesso dobbiamo fare opposizione. Sarà salutare e soprattutto sarà necessario. Opposizione nel senso di attenzione vigile, continua, determinata sui temi più importanti, come l'equità e la solidarietà, come i diritti civili.
2. Dobbiamo ricominciare a fare politica. È necessario più che mai offrire una visione, una prospettiva, soprattutto ai ragazzi. Abbiamo governato abbastanza bene, abbiamo tenuto i conti in ordine, ma non siamo riusciti a offrire un orizzonte più profondo. Anche se questo governo è stato un governo che ha prodotto alcuni risultati storici (penso alle Unioni Civili), che speriamo non vengano smantellate, non è stato sufficiente. Anzi, peggio: è stato inutile.
3. Il PD. Il PD deve ritrovare se stesso altrimenti scompare. E scompare tutto il centrosinistra, non solo il PD. Scompare perché è considerato (e spesso lo è) apparato, perché è percepito come luogo di potere, scompare perché non smettiamo di essere presuntuosi, distanti, antipatici. Scompare più di ogni altra perché le persone pensano che non siamo in grado di cambiare le cose. Scompare perché la politica va oltre la buona amministrazione e un governo attento dei processi. La politica è qualcosa di più. Investe le speranze e, purtroppo, anche le paure delle persone. Ce ne siamo scordati. E siamo stati sopraffatti.

Da una parte il racconto, dall'altra la realtà hanno creato un mix esplosivo.
Il racconto. Il racconto di un'invasione che non esiste, quella dei migranti. Però, lo dico io che sui migranti ho fatto molto e credo molto all'impegno, le persone hanno trovato un nemico, un colpevole. Il nostro compito era rassicurare oltre che accogliere. Non abbiamo rassicurato e abbiamo spiegato poco che i migranti sono solo i capri espiatori.
La realtà. La realtà è la crisi. La crisi nel mezzogiorno, più che mai devastante, una crisi che non offre speranza. In quella porzione di paese il PD non esiste. Se esiste è clientela, apparato, inciuci. Non è PD, è una roba strana che a me non piace per niente.

Calcio shoah e mostra

Calcio shoah e mostra

I fatti dello stadio Olimpico e l' immagine, vilipesa, di Anna Frank hanno lasciato un segno.

La Fondazione Museo della Shoah ha presentato proprio in quei giorni il libro “PRESIDENTII EBREI NEL CALCIO DURANTE LE LEGGI RAZZIALI” di Adam Smulevich.

Il volume racconta la storia dei tre presidenti di calcio che nascosero gli ebrei durante il fascismo. Renato Sacerdoti della Roma, Giorgio Ascarelli del Napoli e Raffaele Jaffe , del Casale.

Ho proposto che nell' ambito delle decisioni che verranno prese per i colpevoli dei gravissimi fatti allo stadio Olimpico venga inserita la partecipazione alla formazione che facciamo ai volontari della Fondazione Museo della Shoah per accompagnare i visitatori alle nostre mostre. Sarà utile capire che successe durante il fascismo e il nazismo in Italia e nel resto d Europa. I rei saranno così formati e potranno accompagnare, come fanno già tanti volontari, che vogliono far conoscere le atrocità accadute in questo pianeta. Affinché non si ripetano più e per accendere i riflettori a partire dalla più piccola recrudescenza razzista.